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Caro Commisso...

di Claudio Nassi
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...è stato accolto a Firenze con tutti gli onori, come meritava un italo-americano partito con grandi speranze e arrivato tra i 500 personaggi più ricchi del pianeta. Fa una cosa da urlo: acquista il terreno a Bagno a Ripoli per costruire un centro sportivo, cosa che mancava alla Fiorentina. Diventa proprietario di una delle società più importanti, in una delle città più belle. Si è reso conto che cosa significa? Avrà visto il palmares: 2 scudetti, 5 secondi posti, 7 terzi, 14 quarti, oltre a 6 Coppe Italia, Coppa delle Coppe e altre, corredate da una finale di Coppa dei Campioni. Poi dice di avere una certa età e voler vincere in fretta. Il che riempie di gioia. Immagini che cosa significherebbe in una città-scrigno.

Ma proprio perché è uno scrigno, Firenze va gestita con massima cura. Se ha lo stadio più bello d'Italia, opera dell'architetto Nervi nel '34, perché desidera farne uno nuovo? Non basterebbe un bando di concorso, a cui dovrebbero partecipare i migliori del mondo, per ristrutturarlo? Dove sta scritto che occorre avere uno stadio di proprietà? Si è accorto che l'Atalanta, ristrutturato il "Fratelli d'Italia", ha disputato e disputa la Champions, gioca il miglior calcio, con bilanci in attivo e un centro sportivo, a Zingonia, autentico gioiello? E l'Udinese non è il fiore all'occhiello dei Pozzo, la famiglia più longeva tra i presidenti dopo gli Agnelli? Ha uno stadio, il "Friuli", ancora ristrutturato, bilanci in attivo e, in Premier, la proprietà del Watford. E la Lazio e il Napoli non viaggiano nelle prime posizioni con i conti a posto e senza stadi di proprietà?

Allora lasci stare la Mercafir e Campi Bisenzio e si preoccupi di portare la Fiorentina dove le compete. Potenziando il settore giovanile, grazie al fatto di essere in una delle regioni più prolifiche, calcisticamente, dopo Lazio, Lombardia e Triveneto. E' quello il salvadanaio della società e, ogni anno, dovrà portare uno o due ragazzi nella rosa della prima squadra. Il mercato, inoltre, non si può sbagliare, altrimenti si affonda. Se si circonda di gente capace avrà fatto centro. Ricordi sempre quello che diceva Bill Veeck, G.M. dei St. Louis Cardinals: "Non è il costo della qualità che mi preoccupa, è il costo della mediocrità che mi rovina". Non dispensi consigli a chi non vuol sentirli. Eviti la facile pubblicità. Ogni intervento dovrà essere mirato e, con Lei, parleranno solo allenatore e calciatori. Darà l'immagine di una società forte, con una linea politica unica. Spero di aver suggerito qualche riflessione, ben sapendo che quasi sempre avverrà il contrario.