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Quando serve il ritiro!

di Claudio Nassi
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Uno che capisce di calcio ha spiegato che il Napoli perse lo scudetto del 2018/19 nello stesso momento in cui, al 90', Koulibaly colpì di testa il pallone della vittoria per 1-0 sul campo della Juventus. Invece di portare in ritiro la squadra fino alla fine del torneo, Sarri rientrò a Napoli. Mancavano quattro giornate al termine. Il ritardo era ridotto a un punto, con i bianconeri attesi dalle trasferte con Inter e Roma. Non so quante migliaia di tifosi attesero l'aereo a Capodichino, i media fecero il resto, i nostri eroi vissero giorni tra gli osanna del mondo e chiusero il libro guardando il sabato, a Firenze, alla tv, la sfida tra Inter e Juve, invece di andare al cinema o a passeggio in campagna. Altro contraccolpo. I bianconeri all'86' perdevano 2-1 e 4' dopo vincevano 3-2. La domenica Sarri e i suoi persero 3-0.

Un altro che sa di calcio ha posto una domanda: "Avrebbe perso la Juventus 3-0 in casa con la Fiorentina se, dopo il 4-0 di Parma, Pirlo avesse portato la squadra in ritiro?". Aveva giocato un'ottima gara e segnato a raffica. Per la prima volta si era espressa ad alto livello. Facile prevedere che i consensi, dopo più di una critica, l'avrebbero accompagnata fino alla sera del martedì. E lo stesso Pirlo non si sarebbe sentito appagato per aver avuto ragione di chi gli rimproverava l'inesperienza e lo aspettava al varco? Non ha pensato un attimo che i 90' più difficili sarebbero stati i prossimi, con la Fiorentina che veniva a giocarsi la partita della vita? D'accordo, l'arbitro La Penna non ha perdonato niente ai bianconeri, tanto da far arrabbiare Nedved e Paratici nel corridoio degli spogliatoi. Ma non basta. Si doveva prevedere.

Un terzo, infine, spiega che lo stesso problema della Juventus dopo Parma lo avrà la Fiorentina con il Bologna. Se fai sognare una città e una tifoseria a Natale e Capodanno, devi sapere che hai molte probabilità di pagare il tutto alla ripresa delle ostilità. Speriamo di sbagliare e che almeno Prandelli rimanga coi piedi per terra e riesca a martellare i suoi, che, improvvisamente, non sono diventati fenomeni. La realtà è diversa: pretende, come ripeteva un vecchio saggio, che il calcio sia un gioco stupido per persone intelligenti e, finché dentro, si debba viaggiare a tavoletta. Ci sarà un motivo. O no? 

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