SEZIONI NOTIZIE

La Nazionale e il gol

di Claudio Nassi
Vedi letture
Foto
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Lunedì telefona un allenatore arrabbiato per la prestazione della Nazionale in Polonia. I titoli sui giornali l'avevano mandato in bestia: "Bella Italia, ma non morde"; "Italia, il Gallo non canta: 0-0 in Polonia. Mal di bomber"; "Prova del 9 superata a metà"; "Italia, manca solo il gol" e così via. Domandava com'era possibile schierare una formazione con un potenziale gol risibile. La critica era una logica conseguenza. Se a centrocampo hai Verratti, Jorginho e Barella, chi farà gol? Il primo no, il secondo pure e il terzo ne porta da 2 a 4 in campionato. Dai 4 difensori ne puoi aspettare 6/7, che, sommati ai 3 di Pellegrini, ai 10 di Chiesa dell'ultimo torneo, altrimenti fermo a 6, e ai 15 di media di Belotti, diventano 35 o poco più, che in Serie A significano Serie B. Provate a contraddire, se per confezionare una squadra di Eurolega o Champions non si può prescindere da almeno 60 gol, per arrivare a 70 e oltre. Facile fare un conto approssimativo: 5/6 dai difensori, 15/20 dai centrocampisti e 35/40 e più dagli attaccanti. Se per vincere bisogna metterla dentro, perché non esiste altra possibilità, e se l'unica cosa che non si può insegnare è fare gol, la Nazionale messa in campo non risponde a questi canoni.

Quell'allenatore sfondava una porta aperta, se mi sono permesso di confezionare nel '90 un annuario tecnico-statistico di 1.300 pagine, Tuttocalcio, che era un peana al gol, come si evinceva da pag. 7, dove facevano bella mostra i " Dieci comandamenti". Quando poi dall'ingresso di Locatelli, al 79' per Barella, vedi in campo tre registi, che con Bonucci fanno quattro, viene da pensare che si voglia portare in fondo un pareggio, con tanto possesso palla. Quindi usciamo da Danzica imbattuti, con Mancini felice per l'obiettivo raggiunto. Evidentemente la trasferta era temuta e la Polonia aveva, nella considerazione del tecnico, ben altra caratura delle avversarie incontrate, Olanda esclusa, nella lunga striscia positiva.

Per chi non ama giocare col regista, che se lo marchi e l'attacchi diventa l'anello debole della squadra, è una gioia vederne quattro in campo. Come avrebbe dovuto giocare il nostro C.T.? L'allenatore al telefono non l'ha detto, ma penso al Verona di Juric, che, retrocesso per tutti all'inizio del campionato visto il problema del gol, si è permesso di mettere in difficoltà ogni avversario, giocando a ritmo ossessivo, marcando, attaccando e mandando tutti a rete, e ha dimostrato, con il poco a disposizione, che fantasia e creatività possono determinare.

Altre notizie
Lunedì 18 gennaio 2021
09:00 Primo Piano Lazzari numero uno
Venerdì 15 gennaio 2021
09:00 Archivio De Zerbi e Conte
Domenica 10 gennaio 2021
11:18 Archivio La Fiorentina
Venerdì 08 gennaio 2021
09:00 Archivio Castori
Lunedì 04 gennaio 2021
08:00 Archivio Sostituzioni
Lunedì 28 dicembre 2020
11:11 Archivio Quando serve il ritiro!
Lunedì 21 dicembre 2020
10:46 Archivio CR7 e Dybala
Venerdì 18 dicembre 2020
09:00 Archivio Juric
Lunedì 14 dicembre 2020
10:59 Archivio Gagliardini
Venerdì 11 dicembre 2020
11:10 Archivio Simone Inzaghi e Prandelli
Lunedì 07 dicembre 2020
10:40 Archivio Maradoneide
Venerdì 04 dicembre 2020
09:00 Archivio L'operazione simpatia!
Lunedì 30 novembre 2020
10:55 Archivio Finalmente Gasperini!
Venerdì 27 novembre 2020
09:00 Archivio Ibrahimovic, De Paul e CR7
Lunedì 23 novembre 2020
09:00 Archivio Il calcio è nato in Romagna!
Venerdì 20 novembre 2020
09:00 Archivio Aiuto, si collassa!
Lunedì 16 novembre 2020
09:00 Archivio Locatelli, Zaniolo e De Paul
Venerdì 13 novembre 2020
09:00 Archivio Sandulli e il CONI
Lunedì 09 novembre 2020
09:00 Archivio Makkelie e la Juventus
Venerdì 06 novembre 2020
09:00 Archivio Maghi in panchina!