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Il "Covercianese"

di Claudio Nassi
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© foto di Federico De Luca

Nel nostro meraviglioso calcio ci si accorge d'improvviso che esiste un problema economico. Nonostante questo, i presidenti si preoccupano di aumentare i ricavi, ma la cosa più semplice e importante sarebbe tagliare i costi. Quando abbiamo ripetuto fino all'inverosimile che i settori giovanili erano e sono la cassaforte delle società, che si dovevano rivedere i corsi di Coverciano per manager, allenatori e istruttori, che la posizione dei procuratori andava regolamentata e le percentuali riviste e che una nazione che ha vinto quattro Mondiali e occupato da sempre le prime posizioni nel ranking non poteva rimanere dieci anni senza vincere una coppa europea e non essere presente al Mondiale del 2018 in Russia, c'era un motivo. Ma quelli che hanno in mano la leva del cambio non avevano bisogno dei suggerimenti di Lady Radio. Sapevano tutto.

Ci siamo domandati che cosa è stato fatto e, finalmente, abbiamo scoperto quando e dove sia cambiato il calcio. Ci ha aiutato un articolo dal titolo: "Lezione di Covercianese". Perché dovrebbe cambiare da Coverciano, dove nascono i nuovi dirigenti e i tecnici. Invece pare si siano preoccupati di creare un nuovo vocabolario. Non importa se "melina" era uno stupendo neologismo creato da Brera. E' in disuso. Dicono che "porta inviolata" sia diventata "clean sheet", in inglese "foglio pulito". Come è abusato "ampiezza". Una volta si diceva "passa all'ala". Poi ci sono le "marcature preventive", le "ripartenze", anziché il "contropiede", ormai sepolto, i rimpalli e le palle vaganti trasformati in "seconde palle". Eppoi le "transizioni negative e positive". E gli esterni che giocano "a piede invertito" non è geniale? Basterebbe fare il conto della serva e scoprire che il vantaggio non è pari agli svantaggi. Ma lo sanno? E la "costruzione dal basso", il "gioco posizionale", "esterno basso, alto e intermedio", non fanno sorridere? E "sottopunta" non è un sostantivo di cui non si sentiva la necessità, come quando il termine "opinionista" faceva inorridire il mio amico Ormezzano?

Ebbene, si potrebbe continuare con tante leggerezze, se il calcio non fosse una cosa estremamente seria, pur con tante storture. Alla fine vogliamo contribuire anche noi al Covercianese. Smettiamo una buona volta di parlare di "giocatori", perché sono tutti, anche quelli di dadi. I nostri eroi sono "calciatori"! E possibilmente non dite più "la VAR", ma "il VAR", se è "Video Assistant Referee". 

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