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Di Francesco e Giampaolo

di Claudio Nassi
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Prima di Ferragosto leggo l'organigramma del Cagliari di Di Francesco. Nello staff si evidenziano lo psicologo, quasi fosse un'invenzione, quando il Brasile lo porta in Svezia ai Mondiali del '58, poi il vice Calzona, già con Sarri al Napoli, due collaboratori tecnici, il preparatore dei portieri, il preparatore atletico Vizoco, con Baldus e Fois, per finire al match analyst Beccaccioli. Dal momento che non condivido organigrammi pletorici, sono andato a vedere con quali uomini il Cagliari vinse lo scudetto nel '70: allenatore Scopigno, con Ugo Conti secondo, segretario Falchi, presidente Corrias e vicepresidente e deus ex machina Arrica. Sarà stato anche un altro calcio, ma si vedevano giocare Albertosi, Brugnera, Cera, Nenè, Gori, Domenghini, Greatti, Riva e compagnia, cosa che oggi si sogna.

Se parlo di Scopigno, trovo un signore che capiva come pochi, tipo bizzarro, ma simpatico e dalla battuta spiazzante. Quando penso a Fonseca e a come la Roma perde la partita da dentro o fuori di Coppa Uefa col Siviglia, domando come si sarebbe comportato non Scopigno, ma uno di modesta levatura. Viene da pensare che avrebbe marcato e attaccato Banega. Prima per impedirgli di guidare la squadra, poi per andare a rete come abbassava il raggio d'azione. L'argentino ha raggiunto il top del rendimento. Guai lasciarlo libero. Determinerà. Credo di dire cose ovvie e non vedo la necessità di andare a prendere un allenatore in Portogallo.

Chiudo col Torino. Perché far scegliere i calciatori a Giampaolo, se chiede solo quelli che ha avuto o l'hanno messo in difficoltà? Mi accorgo che anche lo staff è niente male: sei collaboratori, più Solustri, preparatore atletico, e Di Sarno, allenatore dei portieri, figure storiche. Se vado a ritroso, al '76, anno del 7° scudetto, il Torino aveva presidente Pianelli, segretario Bonetto e allenatore Radice, con Ferretti secondo. A chi si ostina a ripetere che era un altro calcio, ricordo che si ammiravano Castellini, Santin, Mozzini, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici e compagnia. Detto questo e notata l'insistenza con cui Giampaolo ha voluto Rodriguez, che il PSV non ha riscattato, e chiede Biglia, Borini, suoi calciatori al Milan, oltre a Linetty e Praet, con lui alla Samp, la società dovrebbe difendersi. Come? Col chiedere un assegno a garanzia, nel caso fallissero. Immaginate la risposta.