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Attenti al 2-0

di Claudio Nassi
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Credo che andare in vantaggio 2-0 nasconda un pericolo, se si pensa di aver vinto la partita, quando basta subire un gol per vederla riaperta. Seppoi anche l'allenatore è convinto della stessa cosa, la frittata è fatta. Giovedì guardavo Celtic - Milan e mi sono posto una serie di domande. Premetto che sono contro il turnover e le rose pletoriche, né condivido quelli che dicono di avere 18 titolari o più, perché il calcio non è la dama e i calciatori non sono pedine. Ricordo quanto tempo occorreva all'inizio della stagione prima che la squadra diventasse tale. Per cui, indipendentemente dal fatto che il Celtic fosse indebolito dal Covid per avere 7 uomini ko e da non attraversare il miglior momento, reduce dalla sconfitta nel derby coi Rangers, la formazione mi lasciava perplesso. Soprattutto con Tonali che, al momento, non vale Bennacer, e Dalot, con Calabria in continua ascesa.

So che è facile parlare seduti in poltrona, quando nessuno meglio del tecnico ha il polso della squadra. D'accordo, ma il Milan rientra tra i club che possono vincere l'Europa League e non può permettersi di fare regali. Invece, a 26' dalla fine, sul 2-0, Pioli toglie Ibrahimovic e Kessie. Qual è il segnale che dà? Se sostituisci due dei migliori, non dimostri ai tuoi che consideri la gara chiusa e, contemporaneamente, incoraggi l'avversario a riaprirla? E se subisci un gol, l'area rossonera non diventa Fort Apache? Eppure si sa che Oltremanica le squadre non mollano mai e la percentuale gol su palla inattiva è la più alta. Dopo 10', infatti, ecco il 2-1, di testa, su calcio d'angolo, con due dei migliori saltatori in panca.

Dal 76' Pioli regala 20' di suspense agli spettatori. Bastava aspettare e sostituirli a 5' dalla fine, perché, mutuando una frase di Boskov: "Partita finisce quando arbitro fischia". Come non capivo la Lazio di Inzaghi quando, in passato, schierava le seconde linee in Coppa. Eppure aveva tutto per arrivare in fondo. Né Fonseca, che a Berna, contro lo Young Boys, presenta un undici senza Pellegrini, Veretout, Spinazzola, Mkhitaryan e Dzeko. Quando nel 2° tempo entrano, recupera lo svantaggio e chiude 2-1. E' così difficile la gestione dello spogliatoio? Pongo ancora una domanda: come fanno i tennisti a giocare ogni settimana e, spesso, ogni giorno dopo incontri di 5 ore e recuperare, come i giocatori dell'NBA, con l'ulteriore problema di lunghi spostamenti e del fuso orario? Ma sono tutti fenomeni, meno i calciatori, che non possono disputare tre partite a settimana, ognuna delle quali dura 60' effettivi? Ma la pressione non è quella cosa che avverte il minatore che si spacca la schiena tutti i giorni - come dice Boris Becker - per garantire tre pasti alla famiglia? Ai posteri l'ardua sentenza!

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