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Lukaku, Lotito e Sartori

di Claudio Nassi
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Il calcio è di un divertente unico. Inutile dire agli addetti ai lavori che l'imperativo categorico è stare zitti. Puntualmente, su tv e giornali, trovi i desiderata delle squadre, con le trattative al centesimo. Il tutto per farsi belli con i media, migliorare i rapporti, assicurarsi coperture a eventuali contestazioni, senza capire il danno alla società e a se stessi. Alla società perché altri entreranno nella trattativa facendo salire il prezzo, altrimenti l'oggetto del desiderio andrà altrove. A se stessi perché, dopo aver perduto tempo, si rimarrà cornuti e mazziati. In questi giorni l'affare Lukaku, sbandierato dall'Inter dall'arrivo di Conte, si vuole sfumato, se il belga finirà alla Juventus in cambio di Dybala. Siete sicuri che se i nerazzurri non avessero parlato saremmo a questo punto? Qualcuno si è divertito a ripercorrere il cammino di Anastasi e Tardelli. Finito il campionato '67/'68 a Varese, il primo fu presentato a San Siro in un'amichevole dell'Inter. Boniperti disse all'Avvocato di telefonare a Borghi per far uscire alla fine del primo tempo l'attaccante. Il giorno dopo era bianconero. Nel '75 apparve sulla "rosea" una fotografia del secondo fra il Presidente nerazzurro Fraizzoli e il D.S. del Como Beltrami. Il giorno dopo Tardelli era bianconero. Non ho mai dimenticato. Della Vecchia Signora sapevo tutto e solo una volta, per Bonini del Cesena, sono stato aggirato. Non potevo farne a meno. Avevo giocato a carte scoperte. A carte coperte, invece, Mancini, Vierchowod e Galia arrivarono alla corte di Mantovani.

Ai giornalisti ero solito dire: "Scrivete quello che vi pare, la società non smentirà, ma non potete pretendere di conoscere gli obiettivi". Normale non godessi simpatie, ma parlavano i fatti. Quando vedo agire la Lazio non posso non complimentarmi. Lotito ha portato la società a livelli impensati. Se si ricordano i debiti trovati e si guarda ai bilanci, bisogna togliersi il cappello. Da due anni tiene tutti sulla corda con Milinkovic-Savic. Dopo aver chiesto l'anno scorso 150 milioni, stavolta, causa un torneo in chiaroscuro, è sceso a 90, ma state certi Tare ha pronto il sostituto. Il Presidente ripete che il club è secondo solo alla Juventus per trofei vinti negli ultimi anni e aggiunge che non importa se il fatturato dei bianconeri è tre volte superiore, perché organizzazione e competenza possono azzerare il gap. Non per nulla nel contratto a Simone Inzaghi c'è il premio scudetto.

Seppoi esiste un riconoscimento a chi non parla, spetta a Giovanni Sartori, responsabile dell'area tecnica dell'Atalanta. Eppure opera come pochi sul mercato e nella scelta di signori nessuno. Non solo. Con Campedelli ha inventato il Chievo, è arrivato 4° in campionato nel 2005/'06 e partecipato ai preliminari di Coppa Campioni. Sapete, almeno, che esiste?