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Gli ultras

di Claudio Nassi
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Tanto tuonò che piovve. Quando si legge che ci sono 12 arresti tra gli ultras della Curva Sud della Juventus e che i p.m. scoprono che ci sono ricatti alle società, violenze a tifosi e steward, autoriciclaggio, estorsione aggravata, qualcuno si meraviglia. All'improvviso si legge che ci sono un esercito di 40mila tifosi organizzati, 6.732 provvedimenti daspo in vigore, 39 feriti tra i civili e le forze dell'ordine, 382 gruppi ultras, di cui 151 con connotazione politica, e che questo non è sport, se il tifo è tanto malato. Eppure Lady Radio aveva parlato di come erano nati i gruppi ultras e suggerito i correttivi, se c'era la volontà di fare retromarcia. Ma dice Chamfort: "Bisogna lasciarsi insegnare tutte le cose che si sanno perfettamente da coloro che non le sanno".

Non importa se avevi vissuto la nascita, conoscevi i comportamenti e valutato le conseguenze. I capi tifosi venivano usati dalle società per avere il controllo del tifo, mettere paura ai giornalisti non allineati e ai dirigenti che non condividevano la linea del club. Dalle telefonate minatorie si passava a tagliare le gomme alle auto e così via. Bastava chiedersi chi pagava la sede sociale a questi gruppi, gli striscioni, le trasferte e regalava biglietti, oltre a dare la stanza allo stadio per il deposito di quanto serviva, dai fumogeni ai mortaretti, ecc. ecc.. O gli ultras erano tanto ricchi da potersi permettere le spese per 4 partite al mese, senza parlare delle gare di Coppa? Una volta stabilito il coinvolgimento delle società, dovevano seguire i provvedimenti. Riuniti i presidenti, si diceva loro che in qualunque luogo si fossero verificati incidenti, dentro o fuori lo stadio, le società sarebbero state responsabili, con multe prima e penalizzazioni poi. Tempo due mesi il problema sarebbe stato risolto.

Invece si è scelta una strada diversa e, quando gli ultras si sono resi conto di essere usati, hanno preteso contropartite di altro tipo. Troviamo così allenatori negli staff tecnici, i figli di tizio e caio in campo anche se non meritano, parenti sistemati nell'azienda del dirigente di turno, presenza in radio e tv regionali e non solo. Per cui lasciamo perdere storie che si potrebbero evitare. D'accordo, sarebbe stato più facile muoversi per tempo, prima che il fenomeno si incancrenisse, ma quando si conosce perfettamente il nemico, ben sapendo che le strategie usate sono partite da chi le ha create, non dovrebbe essere impossibile tagliare il cordone ombelicale. Non a caso Seneca insegnava che "... la saetta prevista viene più lenta".