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Giampiero Masieri

di Claudio Nassi
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Ci ha lasciato Giampiero Masieri, gentiluomo d'antico stampo, merce rara di questi tempi. Era un giornalista piacevole a leggere, sempre in punta di penna. Divertente, godibile, colorista eccezionale. Ho un ricordo struggente di un collega stimato come pochi, ammirato per il carattere pacato, benvoluto da tutti. Era nipote di Roberto Quercetani, uno dei cinque saggi dell'atletica mondiale, collaboratore della Nazione, che in un certo periodo aveva una redazione sportiva con poche eguali: Paloscia, Picchi, Masieri, Mantovani, Di Clemente, Moretti, Fiesoli, Ciattini, Ferrini, Pini, Bucchioni, Scannagatta, Frati e Giorgetti. Giampiero la guidò nell''85/'86, prima di diventare inviato e lasciare a Sandro Picchi. Nel '60 Goggioli propose il fascicolo sportivo del lunedì. La Nazione acconsentì. E nel '66 Giampiero Masieri fu assunto e crebbe alla scuola di Giordano, un maestro. La lunga militanza lo porta a farsi apprezzare sempre più per quella facilità di scrittura che andava oltre l'evento sportivo. Credo rientri tra quelli che non hanno mai voluto lasciare Firenze, declinando proposte allettanti.

Potrei continuare e magnificare le doti dell'uomo, mai polemico, mai sopra le righe, ma sempre puntuale, con una memoria storica che ha poche eguali. Lady Radio non può non unirsi a quanti lo hanno ricordato. Personalmente devo scusarmi con Gaia e Vanni per non essere stato presente alle 8.30 alla Chiesa dei Santi Fiorentini, ma al tempo stesso devo rimproverarli per non aver fatto partecipare la città a un evento che sentiva e voleva suo. Capisco che il dolore si vive nell'intimità della famiglia e con gli amici più cari, ma certi personaggi appartengono a tutti. Mi permetto di dirlo perché feci lo stesso errore con mio padre nell''85, alle 8.30. Col tempo ho capito di aver sbagliato. Avevano ragione gli altri.