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Gasperini, copriti!

di Claudio Nassi
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Sono tifoso dell'Atalanta, una società da prendere ad esempio. Conoscevo la filosofia dei Bortolotti, per i quali il bilancio era sacro, poi avevo cari amici, da Randazzo a Favini e oggi Sartori. Nel 2016 arriva Gasperini, tecnico dall'ottimo curriculum, con uno scivolone all'Inter. Dopo un avvio stentato, inizia una marcia trionfale, che porta i nerazzurri addirittura in Champions League. I Percassi ristrutturano lo stadio, migliorano il centro sportivo di Zingonia, si vende a peso d'oro, si acquista a cifre giuste e tutto fila a gonfie vele. Anzi, di più, perché la squadra è divertente da vedere e la città impazzisce. A Gasperini il Sindaco Gori offre la cittadinanza onoraria, si assiste a esodi che nessuno immaginava: a Sassuolo, Roma, San Siro, Zagabria e Manchester, che dicono tutto su gente che sta vivendo un'epoca d'oro.

Alle corte, l'Atalanta è la formazione più ammirata. Ma l'ingresso in Champions la ridimensiona. A Zagabria perde 4-0, in casa con lo Shakhtar Donetsk 2-1 e a Manchester, con il City di Guardiola, 5-1. Perché questa diversità di rendimento tra campionato e Champions? Qualcuno dice che in Europa si gioca un altro calcio. Sarà anche vero, ma non sono convinto. Preferisco sentir dire che ogni partita è diversa dall'altra e va preparata con la massima cura, cercando di individuare i punti deboli dell'avversario e di nascondere, quanto più possibile, i propri. E' qui che non condivido le idee del tecnico. Difende uomo contro uomo, gli interessa segnare un gol più dell'avversario, il suo calcio prevede una lotta massacrante a tutto campo e va bene. Poi prendo cappello quando leggo che "... aiuta l'evoluzione del calcio italiano, per troppo tempo figlio della prudenza e dell'improvvisazione". Perché non conta vincere, ma solo vincere, come dicono negli USA, e quando vedo l'Atalanta perdere 4-0, o 5-1, domando se non si poteva evitare. Se vado a Manchester e gioco a uomo su Aguero e Sterling, posso, come avviene, perdere di goleada. Se giocando sopra ritmo metto in difficoltà più di un avversario, debbo fermarmi a riflettere se posso riuscirci anche con quelle squadre che hanno un potenziale tecnico superiore, quando la percentuale di errore aumenta e le forze diminuiscono. Non per nulla si è soliti dire che la classe viene fuori alla distanza.

Per questo non è male coprirsi quando ci si accorge che sta per accendersi la spia della benzina. Non interessa se ho giocato 75' bene, come contro la Juventus. I complimenti non fanno classifica. Quando, alla fine, mi ha telefonato un allenatore per dire: "Sarai contento. Finalmente hanno marcato Pjanic a tutto campo". Non credo ci voglia molto a capire che il regista è l'uomo più importante se si fa giocare, ma diventa l'anello debole se si marca e si attacca. Non credo ci voglia molto a scoprirlo, ma una volta colpito al cuore l'avversario, mister, al momento opportuno, se gli altri sono più forti, si copra. Altrimenti prenderà freddo. Ci pensi. Farebbe un ulteriore salto di qualità! 

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