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Dove sta la verità?

di Claudio Nassi
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Martedì si è giocata Milan - Torino di Coppa Italia, partita delicata per più motivi. I rossoneri, davanti ai 40mila di San Siro, venivano da quattro vittorie; i granata avevano l'obbligo di riscattare l'incredibile 7-0 subito tra le mura di casa dall'Atalanta. In premio per chi vinceva la semifinale con la Juventus. Succedeva di tutto dal 26' della ripresa, quando il brasiliano Bremer portava in vantaggio gli ospiti, 2-1. Si assisteva a continui capovolgimenti di fronte, all'uscita di Piatek, Bonaventura e Krunic e all'ingresso di Ibrahimovic, Leao e Calhanoglu. Quest'ultimo, al 46', trovava il 2-2 con un gran tiro, deviato da Djidji. All'inizio del secondo tempo supplementare il turco e lo svedese mettevano fine all'incontro.

Ma non era tutto semplice, perché Mazzarri e il D.G. Comi contestavano l'arbitraggio di Pasqua e l'operato del VAR per la mancata espulsione di Rebic, che, al 36' del primo tempo, si liberava di Izzo con una gomitata. Il direttore di gara era voltato, ma il cartellino giallo doveva essere corretto in rosso dal VAR, che sui falli violenti interviene. E' vero, poteva essere anche l'episodio chiave. Il Torino aveva raggiunto l'1-1 due minuti prima e si apprestava a giocare in undici contro dieci. So come risponderanno il designatore e il Presidente dell'AIA sul filo del telefono in caso di contestazione da parte di Cairo. In due modi. Il primo dicendo: "Nessun errore, perché il fallo era da giallo". Il secondo ammettendo l'errore, ma aggiungendo che "... se Inzaghi sbagliava solo davanti al portiere, poteva sbagliare anche l'arbitro, perché non è infallibile. Comunque nessuna preoccupazione. A fine campionato vantaggi e svantaggi torneranno in equilibrio".

Fin qui niente di nuovo: l'andamento della gara, le sostituzioni, l'eventuale errore di Pasqua e del VAR Banti e le probabili risposte dei vertici arbitrali. Ma è stato fatto tutto bene da parte di Mazzarri o c'è da obiettare? Se al 90' sei in vantaggio e si sta giocando il recupero, perché far entrare Millico, giovane punta di cui si dice un gran bene, per Berenguer, un centrocampista? Non sarebbe stato logico sostituire un attaccante, nel caso specifico Belotti, che aveva, come al solito, corso per tre? Perché privilegiare l'attacco e depotenziare il centrocampo, essendo in vantaggio? Viene da riflettere e, magari, recitare il mea culpa. Questo per rendersi conto di com'è facile sbagliare. Non sbaglierà invece Ibrahimovic quando, al 65', entrerà in campo, dopo aver ascoltato, a 38 anni e passa, le spiegazioni su come avrebbe dovuto giocare! 

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