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Conte e il sesso

di Claudio Nassi
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L'intervista rilasciata da Conte all'Equipe dopo la sconfitta di Dortmund, ma pubblicata al venerdì, mi ha stupito e, al tempo stesso, divertito. A dire il vero faccio fatica a capire come un allenatore possa consigliare comportamenti e posizioni da esperto sessuologo. Sono sempre dell'avviso che oggi la cosa importante sia apparire, andare sui giornali e stupire. Ho letto cose che per alcuni possono sembrare ovvie: "Nel periodo delle gare il rapporto non deve durare troppo e richiedere meno sforzo possibile; meglio farlo con la propria moglie, si sprecano meno energie; e per fare il minor sforzo possibile stare sotto la partner". Faccio fatica a pensare al risalto che è stato dato, quando le stesse cose avrebbe potuto dirle l'ultimo dei tifosi. Poi ho conosciuto il pensiero di alcuni allenatori. Gasperini: "I consigli ai miei calciatori? Sono loro che, al limite, possono darli a me"; Trapattoni: "Una regola è necessario darsela"; Sacchi pretende l'astensione prima delle partite e Agroppi: "Chiudevo bottega il lunedì sera. Non avevo il fisico".

Ho riso a crepapelle, perché penso che un professionista si sappia comportare senza consigli di chicchessia. Lo dico per esperienza, dal momento che, in ogni squadra in cui ho militato, il sesso era il tema del giorno. So quanto ognuno tenga a giocare. Seppoi si pensa all'interesse economico che accompagna il calciatore, credo ci sia da star tranquilli. Mai completamente, s'intende. Detto questo, aggiungo che più di un medico non dà molta importanza, che le calciatrici hanno addirittura vantaggi e per i calciatori non si tiene presente l'aspetto psicologico, che condiziona. Come al solito ci sono le eccezioni. Poi ecco le mogli e le compagne. Alcune gelose in modo morboso, visto l'appeal dei calciatori con il gentil sesso, anche se mariti e compagni non lo sono di meno. E allora i problemi si rincorrono e non sai come risolverli. Ho conosciuto anche chi era invitato dalla moglie ad avere rapporti ogni 15 giorni, per rientrare in prima squadra. Dicevano a Torino che un italo-argentino era considerato un fenomeno per avere due rapporti settimanali, con l'appendice di una sveltina quando giocava in casa. Ho conosciuto chi due rapporti a settimana continuativamente non poteva permetterseli.

Insomma, non credo ci sia una regola fissa, né si possa dare consigli in cose delicate e personali. Col tempo uno si conosce perfettamente e trova il proprio equilibrio, con la speranza che la famiglia lo aiuti. Altrimenti non c'è strada. 

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