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35 in rosa e 9 collaboratori!

di Claudio Nassi
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Mercoledì mattina Mario Mariano, decano dei giornalisti perugini, ha ricordato che il calcio è cambiato, anche se certe cose sono di difficile comprensione. Abituato a sentirlo ripetere più volte da colleghi fiorentini, sono ormai preparato, ma lontano dall'essere d'accordo. Se le misure del campo sono le stesse, così quelle delle porte e il pallone è sempre rotondo, rimane difficile pensare a cambiamenti. Al massimo si potrà parlare di regolamenti riveduti, ma non sempre corretti, di plusvalenze, dell'incidenza dei procuratori e via dicendo. Oggi conta l'apparenza, non la sostanza, e allora non rimane che accettare quanto viene propinato. La Nazionale è un rullo compressore e Mancini ha inanellato 9 vittorie come Pozzo? D'accordo, ma chi abbiamo incontrato? Squadre modeste, e 25 gol segnati e 3 subiti dicono tutto. Si parla addirittura di vincere l'Europeo e non ci si preoccupa di pensare se si potrà continuare a giocare con tre registi, due a centrocampo, Jorginho e Verratti, e uno in difesa, Bonucci. Eppure il regista è il migliore, oltre che l'allenatore in campo, se lo si lascia giocare, ma diventa l'anello debole se si marca e si attacca. Sembra strano che non si prenda in esame il fatto di avere davanti avversari di spessore e qualche tecnico senza le campanelle al naso. Ho letto solo un giornalista dire che "... contro la Grecia l'Italia in verde ha giocato male, molle, con poca voglia e pochissime idee. A un certo punto l'Olimpico sembrava rassegnato al pareggio, prima che arrivassero il rigore e un gol da una deviazione". Poi solo peana. Meno male Mancini risponde di non essere Pozzo e di non aver vinto due mondiali e un'olimpiade come lui.

Poi, dopo aver detto tutto il bene possibile di Commisso, Barone e della Fiorentina per l'acquisto del terreno che vedrà sorgere, entro due anni, il Centro Sportivo a Bagno a Ripoli, leggo che la società ha 35 calciatori in rosa e Montella 9 collaboratori. Dal momento che non è il solo club a contare una pletora di stipendiati, scopro dove il calcio è cambiato. Poiché rifiuto di accettare certi organigrammi, spero di vedere la viola rinforzarsi già al mercato di gennaio con una rosa ridotta a 20, in attesa di uno staff dimagrito dalla prossima stagione. In compenso mi risulta che la proprietà abbia stipulato contratti di un anno, in attesa di tirare le somme a giugno, e questo farebbe tornare la speranza per il futuro. Infine, con tutto il rispetto per Riccardo Galli e i colleghi che ogni giorno cercano notizie, guardiamo di non far conoscere i nomi dei calciatori che interessano. Prima perché non arriveranno, poi, se arriveranno, si dovranno pagare oltremisura. Se l'obiettivo è da centrare, si parta e si chiuda. Non serve contrattare. Stabilito che la scelta è giusta, soprattutto se si tratta di un giovane, non perdiamo tempo. Il problema è solo uno: non sbagliare l'acquisto!   

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